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<<< Canzone di notte n 5 - scritto di Giuseppe Zanzarelli dell' Ottobre 2012 >>>

Canzone di notte n 5

E’ già sera e le luci sono spente sulla città vecchia. Qualche voce dal tubo catodico, qualche sirena di polizia, poi le urla di giovani che credono di parlare sottovoce. Lecce che dorme. Lecce che riposa. Giorno intenso l’aspetta, giorno senza bus, più smog nell’aria. La vita passa veloce, rallenta, qualcuno scende e poi via un altro giro in questa altalena di giorni andati, di giorni a venire. Uscì da casa, una voglia immensa di perdersi tra le vie deserte della città. Birra chiara a fiumi vibrante sui banconi di quel vecchio Saloon. Un sigaro in bocca, lento a finirsi come certi momenti, certi giorni sospesi tra lezioni e attese inverosimili in sale d’attesa di stazioni ferroviarie. Un brindisi strappato a ricordi immortalati in bianche polaroid d’agosto. Il ricordo di quella stazione e di quelle vite andate. Malinconia notturna, tra un bicchiere di vita e uno di vino. Bologna come l’Italia, la paura negli occhi.Poi un flash e il sentimento sovrasta il sonno richiamato dall’aroma frizzante di quella trappista bevuta d’un sorso. Quel sigaro in mano resiste alle prime gocce d’acqua di quella perturbazione annunciata da giorni. Temuta. L’afa andrà via e i dolori articolari riprenderanno il loro corso. Una foto conservata nel risvolto della giacca, foto di donna, profuma di chiuso. Le gocce scendono, questa volta bagnano anche il tenace sigaro. Flaccido, gettato per terra, raggiunge il ciglio della via. Vite andate alla prima pioggia autunnale. Uscì da casa per ascoltare il silenzio notturno. Le sue scarpe confondersi sotto la pioggia. Rumore di strada bagnata, odore di buio. Urla di coppie intente a fare l’amore. Colonna sonora d’altri tempi. Urla scomposte di giovani in ansia per le prime emozioni adolescenziali. Urla scomposte dietro a partite di un vecchio idiota gioco di calcio. Adieu Calcio Balilla. Addio sogni di rivoluzione. La città dorme e ha la pancia piena. Il governo annuncia nuove tasse ma i sonni tranquilli non sono mai in vacanza. Adieu sessantotto dietro speranze di Coppe dei Campioni. Adieu ideali e lotte dietro sogni annaspati da litri di alcool e droghe sintetiche. Adieu gioventù, classe dirigente futura. Adieu. La vita è passata di notte e voi dormivate. Canzone di notte dolce e irrequieta, silente sensazione di occasione persa. I locali chiudono, aprono le croissanterie. Un cornetto e poi a letto. Giostra impazzita di questi giorni, melodia di serate andate. Passa la notte e la vita passa anche domani. Il sigaro no, quello bisogna comprarlo. Adieu Lecce così bella e indifesa. Adieu notte di pensieri e sogni. Uscì di casa ma probabilmente vi ritornò. Prese un po’ di vino e la sua vita vibrò. Un Sangiovese emiliano puro, ricordo di serate in osterie tra canzoni, chitarre e amici. La vita scorreva e non rallentava. Quel vino penetrava nei sogni e li sminuiva. Canzone di notte triste e ripetitiva, preludio di speranze vane, sensazione di desideri persi tra le fermate semideserte di un bus che domani non passerà. Dei contratti ancora nessuna traccia, il futuro appeso ad una carta ancora in coda. Il buio lascia spazio alle prime luci, i ricordi e certe vite diventano ombre nelle ore diurne, ombre di sogni e di speranze perse tra i vicoli deserti di città notturne.

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Opera inserita il20 Settembre 2014 • vista664 volte • con1 intervento (il 22 Settembre 2014)

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