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<<< Recensione La tigre in giardino - scritto di Vincenzo Ampolo del 2007 >>>

LA TIGRE IN GIARDINO

di ATTILIA CERISOLA

Ed. DE FERRARI, Genova, 2007

 

Il caso governa la vita di tutti noi. Irrompe nel quotidiano come una pioggia d’estate e sconvolge le abitudini consolidate, risveglia la voglia d’altro, di fare altro, di vivere altro, di sapere altro…

Nelle narrazioni di Attilia Cerisola il caso guida i percorsi di una ricerca che tenta di esplorare ciò che sembra ormai destinato all’oblio o all’inevitabile.

Ricucire il tempo e lo spazio, svelare le concatenazioni di eventi che legano le storie degli esseri umani ed approdare infine nei territori di un senso più completo e più vero è il percorso verso cui queste scritture scelgono di indirizzarsi.

Se il mistero, il caso con i suoi giochi e gli intrighi umani determinano le vicende dei singoli, come di intere generazioni e di interi popoli, il lavoro di analisi e di elaborazione permette di svelare, rivelare, risolvere definitivamente ciò che di inquietante si nasconde nei recessi più oscuri e inaccessibili .

La ricerca segreta di una persona scomparsa è la trama che lega i due racconti di “La tigre in giardino”.

Nella prima storia è un giovane e brillante studente vissuto all’inizio del secolo scorso, nella seconda una suora missionaria dedi nostri tempi.

In entrambe le vicende protagonista è la psicologa Paola Serra, che svolge le sue indagini attraverso un itinerario sospeso tra passato e presente, tra mondo interiore e realtà, tra luoghi quotidiani ed ambienti esotici.

Un libro intrigante in cui vanno decifrati verità e mistero.

Il “mestiere” dell’autrice informa in realtà l’intero contenuto del volume.

La predilezione per l’indagine psicologica, l’analisi dei comportamenti e dei vissuti, così come il ricorso alle immagini mitiche ed oniriche, danno spessore al testo narrativo tanto da rivelare la ricchezza culturale e professionale dell’autrice.

E che dire del bagaglio di memorie e di sentimenti che sembrano vivificare i momenti più poetici e le narrazioni più riuscite del testo!

Memoria di luoghi, di persone, di esperienze lontane eppure così vicine da poter essere colte, osservate fin nei minimi particolari, godute o sofferte, comunque riportate all’attimo presente attraverso una moviola mentale che ritrova, si sofferma, rallenta… per poi riprendere veloce la corsa di un tempo che fugge, un tempo che sfugge alla nostra possibilità di essere raccolto e raccontato nella sua essenzialità, nel suo significato.

Splendida in questo senso (e non unica) è la rievocazione vera e propria, più che una semplice descrizione, di una messa in latino riemersa da un passato lontano, patrimonio immaginale di un’infanzia piena di stupore e di mistero.

“ - Qui tollis pecca-a-ta mu-u-ndi-, cantavano le donne.

-       Misere-e-e-e-re-re nobis-, rispondevano gli uomini con voci profonde.”

 Rievocazioni sensoriali ( uditive, visive, olfattive, gustative e tattili)  sono disseminate nel testo tanto da guidare il lettore in una serie di piccole trance, di rivissuti psicofisici particolarmente riusciti

“La tigre in giardino” è in realtà la metafora di una belva che, pur vivendo nel nostro spazio, ha la possibilità di aggredirci e di distruggerci se non riconosciuta ed addomesticata con adeguata sapienza, in questo secondo caso potrebbe diventare un gatto di cui non è contemplato il possesso, anche a costo della perdita.

 

vincenzo ampolo

 

 

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Opera inserita il28 Febbraio 2016 • vista217 volte • con1 intervento (il 29 Febbraio 2016)

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