LOGIN:    
<<<
|  Menu  |  Tag
Live  |
Eventi  |
Agorà  |
Visitatori
Presentation  |  About us  |  Documents  |  Credits
ArsMeteo
OPERA   |  N.Autori: 82  |  N.Opere: 361  |  N.Tag: 14
<<< Narradiohead - scheda per librerie - documento di Edoardo Acotto  [Narradiohead]  del Gennaio 2008 >>>

 

Narradiohead

 

A cura di Edoardo Acotto in collaborazione con Guido Michelone 

Un’opera collettiva ispirata alle canzoni del gruppo rock più importante degli ultimi quindici anni. Un intenso omaggio ai Radiohead. Una visionaria miscellanea di racconti e fumetti che racchiude ed esalta le molteplici derive di senso delle loro liriche.

 

Era domenica, il 9 ottobre 2005, quando andammo a Fontanetto Po, una porta verso la magica città di Oxford, UK, pianeta Terra Gemella. In quel luogo incantato, sotto un sole ottobrino ancora caldo e con la mania che saliva, una pianista alchimista trasformava i suoni e i testi dei Radiohead durante l’intero pomeriggio. «Guido che ne dici di fare un libro a partire dai Radiohead?»

Narradiohead nasce così: un’antologia di racconti, storie illustrate e fumetti liberamente tratti dalle canzoni dei Radiohead, il gruppo rock più importante degli ultimi quindici anni. Scrittori, musicisti, fumettisti danno vita a un’opera collettiva che oltre a essere un intenso omaggio al quintetto di Oxford capitanato da Thom Yorke, ricerca una propria identità sviscerando il potenziale narrativo delle loro canzoni per poi trasformarlo, visualizzarlo, reinventarlo. Così, nelle mani di Flavio Santi, Bones diventa Radioparanoid mentre Anyone Can Play Guitar ispira Diario di un fallito di Marco Rossari. Allo stesso modo in cui Subterranean Homesick Alien e When I End And You Begin si trasformano nei disegni di Daniele Statella e di Matteo Pericoli. Solo per fare alcuni esempi.

Citazioni bibliche, androidi depressi, situazioni enigmatiche e atmosfere cupe, personaggi tormentati, ineffabili eventi mentali: questo e molto altro fa parte del contenuto ipervisionario delle canzoni dei Radiohead e delle loro infinite possibili derive di senso di cui Narradiohead vuole essere una significativa sezione.

 

Seconda pagina 

L’acqua sale, il volto di un uomo con un occhio più piccolo dell’altro viene lentamente sommerso. Non è vero che tutto vale lo stesso. Certe cose valgono di più, anche se non c’è un metro universale per misurarle. Dipende dalla loro essenza, dal loro essere interiore. L’uomo che viene sommerso evidentemente vale più di tutti i video musicali che ho visto finora. Così credo di aver pensato alla prima visione di No Surprises. Per me i Radiohead nascono lì. Quel video mi ha parlato subito, era mio. Ero io, quell’uomo in via di sommersione, come infiniti altri uomini. Se i Radiohead non esistessero, io non sarei lo stesso. Di ciò di cui non si può parlare, si può forse scrivere per qualche riga. Poi si inizia a raccontare…

 

How To Disappear Completely (L’uomo che aveva paura di morire di Raul Montanari)

L’uomo che aveva paura di morire uscì dall’ombra della galleria e pensò che da almeno due, anzi tre anni non passava lì sotto. Le cose allora erano diverse, pensò; non molto, ma abbastanza diverse. Aveva appena compiuto i quaranta, quando era passato sotto la galleria quella prima volta, mentre ora ne aveva quarantatre. Pensò che questo è il modo in cui il tempo ci sorprende e ci intrappola: perché facciamo trascorrere troppi mesi e anni prima di rifare le cose.

 

 

Pull/Pulk Revolving Doors (Persone girevoli di Luca Ragagnin)

Dappertutto, dappertutto vedo persone girevoli.

Alcune attraversano i mari, altre portoni trasparenti che qualcuno ha eretto sulla sabbia del deserto.

Sono migliaia, e non parlano, sono ciechi e muti, il loro sorriso gira veloce come un indicatore di vento. 

 

Nude Lucky (Nuda di Jacopo Iacoboni)

La macchina, un coupé BMW azzurro chiaro che rifrangeva i raggi del sole, andò a sbattere proprio nel punto che m’ero figurato, le lamiere iridescenti a protezione del Faro. Incastrato nell’abitacolo, che aveva rotto la massicciata e aperto un varco nel guardrail, disegnavo una figura quasi formalizzata che andava dalle ginocchia rotte, ma composte, al busto proteso verso il mare sottostante, alle mani che quasi sfioravano l’inguine, dove un giorno s’era seduta la Sirena. Ebbi persino il tempo, lanciato com’ero sulla cima della scogliera, di ripensare al suo corpo nudo.

 

 approfondimenti... 
Tag
Per intervenire sui tag è necessario identificarsi.
Se desiderate un identificativo o lo avete dimenticato,
potete contattare mail@arsmeteo.org

Opera inserita il13 Gennaio 2008 • vista1066 volte • con6 interventi (l'ultimo il 15 Febbraio 2009)

opere correlate:
<<< >>>