Francesco Pasca
Poiesi(es)
Francesco Pasca è nato a Sanarica provincia di Lecce nel 1946.
Dipinge dal 1963 assumendo connotazioni che spaziano dal neocostruttivismo all'informale per poi caratterizzarsi con una neofiguratività tra la citazione materica postinformale e quella figurativa dei
segni .
Riceve consensi di critica partecipando a numerose iniziative, proponendosi con mostre personali
e collettive internazionali.
Dal 1980 partecipa attivamente al progetto poeticovisivo della Singlossia e, nel 2005, pubblica per la
collana, "i poeti dell'uomo e il mare", fondata da Augusto Benemeglio e diretta da Maurizio Nocera,
il Quaderno n.15 PAROLE SPARSE - Se i pensieri affollano la mente è utile...
Nel 2008 pubblica Otranto il luogo delle parole-dialogo virtuale sulla scrittura di pietra.
E' di prossima pubblicazione "Il Palindromo del Tempo nel Sator e la sua Formula"
Attualmente lavora ad nuovo progetto che lo vedrà impegnato in una raccolta poetico visiva dal tema:
"Il Colore tra Parola e Segno".



Alcuni commenti e stralci di notizie:

... La Poesia di Francesco Pasca si colloca... Siamo nella Poesia Ritrovata: non come "gesto Dada" insultante e gratuito, ma come un veleggiare sui vascelli che "per incantamento" ci portano verso i lidi di una dolce follia in cui la Vita e la Morte danzano con tenera assurdità, Eros e Thanatos si abbracciano in un incontro smemorato, e i "piccoli re" risorgono dal subconscio con il loro pianto-riso di tenerissima angoscia.          

Rossana Apicella

...scrive Rossana Apicella nel numero 15 di Intergruppo, Luglio 1981 "ESISTE IN QUESTO LINGUAGGIO MONDIALE DELLA SINGLOSSIA COME BRIVIDO, UN' ATTESA, UN TIMORE"... cerca un matematico che riproduca il cosmo e rivisita l'ideale del V secolo, definito da Aristotele "una comunità di liberi e uguali", con il proposito di conoscere, anziché sconfiggere, le leggi della gravità; ipotizzando mezzi di costruzione e non di conquiste strutturali. Neutralizza le sue tensioni quando le trasferisce al nucleo Apolloni, Miccini (ENERGIA SEGRETA), Pasca ed altri.


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da Sistema Bibliotecario Urbano - Bergamo - Biblioteca Circoscrizionale S. Tommaso e da Intergruppo-singlossie di Ignazio Apolloni

17 Maggio 1980

La poesia di Francesco Pasca nasce presso il Liceo scientifico "A. Calini" di Brescia.

Nel 1980  incontra Rossana Apicella,  è attratto dal suo entusiasmo ed  aderisce al Manifesto della Singlossia.

Con Rossana Apicella,  Ignazio Apolloni,  Michele Perfetti,  Eugenio Miccini ed altri partecipa ad iniziative poetiche e da Milano a Palermo fa conoscere la sua singlossia.
Di Singlossia si interesserà Lamberto Pignotti e Stefania Stefanelli in " La Scrittura Verbo-Visiva le avanguardie del novecento tra parola e immagine" collana curata da Umberto Eco.

La rivista L'Immaginazione di Piero Manni, pubblicherà teorie e commenti sulla Singlossia.

Nel 1982 con Enzo Miglietta produce manifestazioni poetiche presso il suo laboratorio di poesia a Novoli.

Nel 1983 a Lecce unisce il Gruppo Gramma e con  Bruno Leo , Salvatore Fanciano, Giovanni Corallo e Beppe Piano si produce in performance poetiche nelle piazze Italiane e presso le biblioteche circondariali.

Ultimo intervento pubblico in Piazza Duomo a Lecce sul tema "Strappi temporali".


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...questa nuova produzione pittorica di Francesco Pasca evidenzia l'esigenza della ricerca di nuove soluzioni formali e tematiche per il raggiungimento di un discorso compositivo dove, tenendo di mira le discrepanze della nostra società che in pochi anni ha sostanzialmente mutato i propri modelli esistenziali, si possa incentrare l'attenzione sull'uomo, colto nella sua sfera intimistica e sociale. Nelle composizioni si rilevano frequenti rapporti con le rappresentazioni medioevali, da lui recuperate per l'attualità di molti contenuti, che egli, con una personale e suggestiva interpretazione, rapporta analogicamente alla vasta problematica della civiltà industriale, caratterizzata, tra l'altro dal fenomeno dell'urbanesimo moderno, dovuto ad una serie di squilibri socio-economici che hanno acuito ulteriormente le angustie millenarie della vicenda umana. Pasca ha fiducia nelle ricorrenze storiche e nello stesso tempo non può non tradire la propria inadeguatezza col presente, tant'è che proietta nel futuro la speranza di una parusia che soccorra l'uomo, dispersosi nei meandri da lui stesso edificati.

Mario De Marco


..la sua pittura è limpida, basata su tinte calibrate, capaci di intessere a distanza una trama unitaria, che a prima vista pare un contesto di forme geometriche, ma - ad una attenta analisi- rivelano una sottile naturalità, intesa nel senso più vasto del termine e comprensiva anche degli aspetti architettonici ed urbanistici dell'habitat umano...

Hilderosa Petrucci Laudisa


Il linguaggio di Pasca, dopo una serie di logiche evoluzioni, si è oggi puntualizzato in una sorta di nuova dimensione lessicale, intendendo per questo la strutturazione contenutistica del tema in una scansione impaginativa. Ma la propria radice culturale, e barocca, è sempre evidente. Infatti pur accettando volutamente una non costrizione formale, resta profondamente ancorato a sostanziali concetti inalienabili per l'individuo. Ed è proprio questo cordone ombelicale a cui Pasca è legato, e non da esso trattenuto, che giustifica e rivalorizza tutta l'operazione già da altri tentata. Tutto ciò, alla fine, ci porta a leggere le opere nella loro completezza, a prescindere dalla distinzione tra parte costruttiva ed emotiva. Una sintesi dunque. E la sintesi non è stata mai facile.

Toti Carpentieri


Nella pittura di Pasca, è la spazialità a dominare.

Lo spazio viene percorso in lungo e in largo, abitato da un fare costruttivista che mette in scena, a modo suo, il teatro del ricordo e del trascorso. In questo caso però, gli oggetti-segni non vengono mai ingigantiti su uno sfondo unico, ma piuttosto privati di territori per moltiplicare all'infinito i propri fondali, come in un gioco di specchi.

La realtà rappresentata subisce una sorta di innaturale congelamento e si manifesta con una serie di interruzioni spaziali, pause di arresto, sospensioni che separano tra loro le immagini: così le cose sembrano sfuggire a un ordine o ad una cronologia per reclamare invece una semplice ma misteriosa evidenza di sé.

Antonio Luccarini, Ancona 21/03/2003


[...]

E' su questo piano che Pasca pittore, Pasca scultore di idee, Pasca poeta e Pasca scrittore-pensatore si incontrano: nella rappresentazione sensibile egli com-prende la ritmicità interna, corale, ma non univoca, di elementi che, nello spazio determinano la loro finitezza. E' la sintesi dell'intangibile, che ingloba significato e significante, suono, parola e segno. Espressione di una visione prospettica del reale, nell'espressione inequivocabile del tempo in progressione, variabile ed eclettico. Le forme definite e la pastosa densità della cromia delle sue opere pittoriche da un lato rappresentano il segno intelligibile della composizione ed annunciano la sintesi dello sguardo riflessivo che l'artista volge alla mente e all'elaborazione di quei dati esterni, in un gesto dettato dalla precisione della pennellata che è segno dell'evoluzione espressiva ed artistica. Egualmente la parola scritta risulta denso e concentrato assunto di simboli allusivi che si dipartono da situazioni esterne elaborate nella fucina cerebrale e poi offerte in quello che Pasca scrittore definisce come punto fermo e distintivo.

(Oggi E', nuovo lo spazio, fra ieri e domani). Gli elementi riconoscibili sono un momento di condivisione inseriti per dare vigore come simboli allusivi, collocati tra un passato ed un futuro enigmatici. Un gioco surreale in cui l'artista ricompone le visioni assunte ed organizzate secondo il proprio movimento prospettico in una configurazione che trova nell'eterogeneità del segno, degli strumenti congeniali, dei simboli e delle tecniche la rappresentazione di una poesia sobria, silenziosa e imponente al contempo. Minimale pur nella sontuosità dell'effetto.
Una sorta di orfismo linguistico, cui Francesco Pasca attribuisce il nome di Singlossia. Il tutto per il tutto, composizione sinergica di "enucleazione totale".

Carmen De Stasio


Oggi,  collabora attivamente con i gruppi poetico-visivi del territorio.  "La singlossia come scelta" e " il non senso dell'Universo" sono i temi di suo interesse. Internet, così come è oggi, è da lui considerata l'erede diretta della Singlossia e dedica il suo tempo a tesserne lentamente la tela.


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